Sulle strade provinciali diserbante al posto dei “cantonieri”. UILFPL: prima di tutto occupazione e tutela ambientale.

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Tra qualche settimana vedremo erba secca e gialla al posto del verde per centinaia e centinaia di chilometri ai bordi delle strade di pertinenza della Provincia di Terni, dalla Valnerina a Fabro, Orvieto Amelia, San Venanzo, Narni, Avigliano, Montecastrilli. Arriva infatti il diserbante scelto per ridurre i costi delle operazioni di decespugliazione. Una scelta fatta da Palazzo Bazzani che, tanto per dirla una, ben poteva assumere i cantonieri invece di mandare a casa, tutt’ora senza lavoro, l’ex cantoniere Paolo.

Dunque la scelta è netta: sostanze chimiche al posto dello sfalcio. Molti “cantonieri” si sono subito preoccupati per l’utilizzo di questo disserbante a base di glyphosate. Sono stati tranquillizzati da una nota del medico competente che tuttavia ha anche ricordato ai lavoratori che “il prodotto è comunque classificato come potenzialmente dannoso per l’ambiente, è dannoso per le piante e può finire nelle falde acquifere, contaminando le acque”. Del resto esso sarà usato, per disposizione della Provincia,  lontano dai centri abitati o zone abitate, per fasce di larghezza massima di circa un metro e sempre lontano dai corsi d’acqua.

La UILFPL non può che prendere atto della non pericolosità del prodotto accertata dai competenti uffici della Provincia anche se registriamo purtroppo pareri difformi.

Basta infatti andare su Tiscali per leggere che per  il professor  Tamino, docente di Biologia presso l’Università degli Studi di Padova, le cose non stanno proprio così.  Riportiamo testualmente: “Il glifosate ha la caratteristica di durare pochi giorni – spiega – ma come prodotti di degradazione dà origine a metaboliti dannosi”. Per tradurre: la sostanza di cui è composto il diserbante sparisce e si ha una trasformazione in sostanza attiva che in parte viene assorbita dal terreno. Che cosa comportano questi metaboliti? “C’è uno studio scientifico pubblicato dalla rivista Cancer – spiega Tamino – che dimostra che l’uso del glifosate comporta l’aumento dei linfomi non Hodgkin”. Quel tipo di tumore al sangue di cui spesso abbiamo sentito parlare a proposito dei soldati a contatto con l’uranio impoverito. E l’ipotesi che raggiunga le persone non è così remota, visto che il diserbante rilasciato ai bordi delle strade va a mischiarsi con le acque che defluiscono dall’asfalto verso le cunette e attraverso queste può arrivare alle falde acquifere. L’irrorazione del glifosate, infatti, “è altamente vietata nei pressi dei corsi d’acqua e delle zone umide a causa della sua accertata tossicità, anche a basse concentrazioni, sugli organismi acquatici”, dice il professor Fabio Taffetani, ordinario di Botanica sistematica dell’Università politecnica delle Marche. Aggiunge Tiscali: “nei cinque giorni che intercorrono tra l’irrorazione del prodotto – che viene assorbito dalle foglie e gradualmente arriva alle radici provocando l’insecchimento – e la sua degradazione, quando perde la sua efficacia, è facile che la flora selvatica o gli animali da allevamento, pecore e mucche allo stato brado, che spesso brucano l’erba proprio ai bordi delle strade, entrino in contatto diretto con il diserbante. E non è raro vedere raccoglitori di asparagi, erbette varie o lumache all’opera lungo le vie che percorriamo quotidianamente. “Il glifosate sta distruggendo un equilibrio biologico che lungo le strade si è formato nel corso di decenni – spiega – una biodiversità creata con tanta fatica che garantisce l’aspetto e la funzionalità delle scarpate stradali”. “E’ falso che il diserbo porti vantaggi in termini anche economici – obietta però Taffetani – perché il diserbante distrugge l’equilibrio di cui abbiamo detto e lascia spazio a nuove specie infestanti che costringeranno da oggi in poi all’uso del glifosate e, contemporanamente, dello sfalcio”. Il consiglio quindi è abbandonare immediatamente la chimica e tornare alla meccanica rimettendo in funzione il decespugliatore …….”.

Certo noi della UILFPL di Terni non siamo in grado di inserirci nella disputa scientifica ma una cosa ci sembra chiarissima, persino una “catalanata”: meglio non utilizzare il disserbante su centinaia e centinaia di chilometri delle nostre strade provinciali e meglio far lavorare più disoccupati.

Infatti da sindacalisti preferiamo sia data occupazione, utilizzando magari con assunzioni temporanee nuovi cantonieri per lo sfalcio dell’erba. A posto di quelli andati in pensione e non sostituiti. Tutto questo costa di più ?

Noi siamo certi che si possa  tutelare l’ambiente e l’occupazione senza fare tanti sforzi economici da parte della Provincia. Infatti anche l’operazione “diserbante” costa e non poco. Al costo del prodotto deve aggiungersi comunque anche il costo del personale e dei mezzi per la concreta diffusione del prodotto stesso  per centinaia e centinaia di chilometri. A cui si deve aggiungere anche il costo per adeguare i mezzi, per la preparazione e lo stoccaggio del prodotto e poi per lo smaltimento secondo la disciplina relativa ai rifiuti speciali.

A conti fatti la Provincia potrebbe fare una chiara e coerente scelta ecologica e una effettiva scelta occupazionale con una differenza di costo assai contenuta, dell’ordine di qualche decina di migliaia di euro.

Questa si sarebbe – sostiene Gino Venturi segr.UILFPL di Terni – una scelta politica molto significativa ed apprezzata. La UILFPL ritiene per esempio che la stessa Provincia darebbe un bel segnale se rinunciasse a qualche pubblicazione o depliant  del Centro dell’Impiego ed invece assicurasse l’assunzione effettiva per qualche mese di una decina di cantonieri per lo sfalcio dell’erba. Si potrebbe inoltre verificare una diversa e migliore utilizzazione del personale esistente, magari anche con lavoro straordinario.  Insomma sull’occupazione e sull’ecologia sarebbe bello se si passasse in modo sempre più consistente dalla politica proclamata a quella effettivamente realizzata. Partendo anche dalla piccole cose.

La UIL FPL chiede alla Provincia un incontro per poter proporre iniziative adeguate a tutela dell’ambiente e dell’occupazione.

UIL FPL Terni

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