progressioni all’ASL 4: i sindacati non facciano come i polli di Renzo !

…. “Lascio poi pensare al lettore, come dovessero stare in viaggio quelle povere bestie, così legate e tenute per le zampe, a capo all’in giù, nella mano d’un uomo il quale, agitato da tante passioni, accompagnava col gesto i pensieri che gli passavan a tumulto per la mente. Ora stendeva il braccio per collera, ora l’alzava per disperazione, ora lo dibatteva in aria, come per minaccia, e, in tutti i modi, dava loro di fiere scosse, e faceva balzare quelle quattro teste spenzolate; le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura.”

Appunto, alla sentenza del Giudice sulle progressioni orizzontali che ha scaturito problemi per tutti, i sindacati stanno reagendo nel peggiore dei modi e cioè beccandosi tra loro come i Polli di Renzo.

Oggettivamente la situazione che si delinea è complicata, difficile e pare destinata a far perdere comunque le penne a 34 lavoratori. Affrontarla come se fosse una guerra tra guelfi e ghibellini, armando un gruppo contro l’altro, ci sembra la peggiore cosa da fare, perché  da questo conflitto tutte le parti in gioco ne usciranno con le ossa rotte.

Infatti la certezza di ottenere o mantenere la progressione non c’è, ne per coloro che ne sono ora titolari ne per coloro che hanno vinto il ricorso.

Inoltre non denota certo fantasia, chi prefigura contenziosi dai tempi biblici, con penose lacerazioni fra il personale che potrebbero avere anche ricadute negative sui servizi.

Certo la responsabilità amministrativa è tutta ed esclusivamente della Dirigenza ASL. Noi della UIL tuttavia, vogliamo essere corretti  e quindi riconosciamo che anche il sindacato ha le sue responsabilità “politiche” per aver condiviso o per non aver contrastato efficacemente  quelle scelte sbagliate di cui oggi paghiamo le conseguenze.

Tutte le Organizzazioni Sindacali, invece di beccarsi” anche tra loro, dovrebbero riconoscere di aver sbagliato (sicuramente in buona fede e con l’intento di fare una cosa utile) e chiedere  quindi scusa ai lavoratori. La UILFPL lo fa!

Partendo da questa verità rimane una sola cosa saggia da fare: cercare una soluzione che non lasci morti sul campo, e riteniamo vada cercata insieme, tra direzione Asl, sindacati e RSU. Una soluzione “politica” che tuttavia sia anche amministrativamente corretta, che salvaguardi tutte le parti in campo, che non finisca per essere una toppa peggiore del buco.

Purtroppo a tutt’oggi nessun impegno è stato intrapreso in tal senso!. Le ravvicinate scadenze imposte dal Giudice, allo stato attuale,  non consentono una soluzione “politica”. La cosa migliore allora è, senza pregiudicare i diritti di alcuno, individuare strumenti (anche giudiziari) che consentano di guadagnare tempo per poter in un rapporto di sincera collaborazione “risolvere” contrattualmente la questione.

Occorre una soluzione contrattuale, che possa legittimare tutti i dipendenti senza esclusione di nessuno lavoratore, affinché non si evincano penalizzati e sopratutto lacerazioni e contenziosi che inevitabilmente incideranno con negatività sulla qualità dei servizi. La UIL lavora, ed invita tutti a fare la stessa cosa,  per questa soluzione!

Nel frattempo la UILFPL si mette comunque a disposizione gratuitamente per i propri iscritti che volessero presentare ricorso al fine di tutelarsi e creare le condizioni, anche giudiziarie, per la soluzione politica auspicata.

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